L’uso sostenibile del suolo è fondamentale per combattere i cambiamenti climatici e raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.
News del 24-05-2022
La salute della terra è essenziale per una società sana e produttiva. Più della metà del PIL mondiale dipende dal capitale naturale; tuttavia negli ultimi anni le risorse della terra sono state oggetto di degrado, sia a causa del cambiamento climatico sia a causa delle attività dell’uomo. L’eccessivo sfruttamento della terra, dell’acqua e della vegetazione sta provocando la desertificazione del suolo e una grave siccità; un problema che riguarda anche le imprese agricole.
Quali sono gli interventi da attuare per poter contribuire a un futuro sostenibile? Dal quindicesimo obiettivo di sviluppo sostenibile alle azioni concrete da parte dell’Ue e delle Nazioni Unite, nonché il vantaggio per le imprese agricole di misurare le emissioni di CO2. Vediamolo nel dettaglio.
Il quindicesimo obiettivo dell’Agenda 2030 promuove la tutela, il ripristino e l’uso sostenibile degli ecosistemi; richiede misure urgenti per fermare il bracconaggio e il commercio di specie animali e vegetali protette.
Il sotto obiettivo 15.3 afferma che entro il 2030 è necessario combattere la desertificazione e ripristinare la terra e i suoli che sono colpiti da siccità e inondazioni.
Agli agricoltori è affidata la gestione dello spazio rurale, mediante la quale forniscono beni pubblici a beneficio di tutti. Le attività agricole sono influenzate dai fenomeni climatici, dallo stato ambientale, dalla qualità dell’acqua e dalle biodiversità; per questo motivo, l’Unione europea sostiene gli agricoltori con il pagamento diretto verde, anche conosciuto come inverdimento. Gli agricoltori biologici ricevono automaticamente il pagamento verde in quanto la natura del loro lavoro fornisce benefici ambientali.
Il pagamento diretto verde è riservato solo a coloro che attuano pratiche in grado di portare benefici all’ambiente, in particolar modo al suolo e alle biodiversità:
Coloro che non rispettano le norme ricevono un premio economico inferiore; il calcolo viene effettuato sulla base del numero di ettari individuati come non conformi al requisito di inverdimento.
Dal 9 al 20 maggio 2022 si è svolta la quindicesima sessione della Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite (COP15) per la lotta alla desertificazione e la siccità della UNCCD; il tema centrale è “Land. Life. Legacy: from scarcity to prosperity”.
La COP15 contribuisce ad attirare l’attenzione politica e stimola progetti alla cui base vi sono conoscenze scientifiche di cui già si dispone.
Le delegazioni dei 197 Paesi, tra cui l’Italia, hanno affrontato soluzioni in grado di gestire in maniera sostenibile il suolo: azioni per il ripristino delle aree degradate, adattamento e mitigazione degli effetti della siccità, economia circolare, regime di proprietà dei suoli, questioni di genere, migrazioni, emancipazione dei giovani.
Le decisioni adottate dai Paesi che hanno preso parte alla COP15 spingono a una gestione sostenibile del territorio e a un uso efficiente del suolo al fine di garantire prosperità della natura e degli ecosistemi, e una resistenza alla siccità.
Il ripristino del territorio è indispensabile per ottenere un paesaggio naturale e sicuro per l’uomo, la fauna selvatica e la vegetazione. Questa è la mission dell’UNCCD (United Nations Convention to Combat Desertification) che si pone a favore del territorio e per la lotta alla desertificazione, indispensabile per raggiungere la neutralità del degrado del suolo entro il 2030.
È necessario attuare interventi quali:
Il Global Land Outlook 2 (GLO2) è il nuovo rapporto pubblicato dall’UNCCD; realizzato in cinque anni grazie al lavoro di 21 organizzazioni partner e più di mille riferimenti, rappresenta il progetto più completo sullo stato mondiale dei suoli.
Le risorse del suolo, l’acqua e le biodiversità sono gestite in modo improprio attualmente, minacciando la salute e la sopravvivenza di molte specie presenti sulla Terra; così come gli effetti del cambiamento climatico stanno mettendo in affanno il suolo. Secondo il report le attività antropiche hanno danneggiato il 40% della superficie terrestre.
Il rapporto contiene politiche innovative e una guida per la pianificazione della gestione del territorio a livello nazionale e globale; illustra quanto sia importante una buona gestione del territorio e la protezione della terra per un futuro sano e prospero. Sottolinea, inoltre, le potenzialità derivanti dai contributi per la mitigazione dei cambiamenti climatici, la conservazione della biodiversità, la riduzione della povertà e altri obiettivi chiave di sviluppo sostenibile.
La desertificazione del suolo è al contempo sia la causa sia l’effetto dei cambiamenti climatici. Il suolo, infatti, è ricco di CO2, ma quando si impoverisce della sua vegetazione, rilascia le emissioni di CO2 in atmosfera, generando un aumento delle temperature.
D’altro canto, la siccità correlata all’aumento di temperatura rende il suolo meno umido e fertile, diventando così una conseguenza del climate change.
Secondo l’IPCC (International Panel on Climate Change) l’incremento delle emissioni di gas serra degli ultimi 250 anni è stato causato dall’utilizzo proveniente da fonti fossili, dall’uso eccessivo della terra e dell’agricoltura.
É necessario agire per prevenire ulteriori disastri ambientali e contribuire a costruire un futuro sostenibile. Con la carbon footprint misuri le emissioni di CO2 della tua impresa agricola nelle fasi di coltivazione, lavorazione, confezionamento, trasporto e distribuzione.
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